Progettazione farmacia

18 Settembre 2026

Telemedicina in farmacia: perché cambia anche il modo di progettare gli spazi

Lettura

7 minuti

Le nuove linee di indirizzo AGENAS sulla telemedicina delineano una farmacia sempre più integrata nella sanità territoriale digitale. Non si parla solo di ECG, Holter o nuovi servizi, ma di spazi dedicati, privacy, tecnologia e nuovi percorsi per il paziente.
Un cambiamento che riguarda il ruolo del farmacista, ma anche il modo in cui la farmacia dovrà essere organizzata e progettata nei prossimi anni.

In questo articolo vediamo quali sono le principali novità e cosa possono significare concretamente per la farmacia.

Una farmacia sempre più dentro la rete sanitaria

Le Linee di indirizzo per l’erogazione di servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate segnano un ulteriore passaggio nell’evoluzione della farmacia dei servizi.

Il punto più interessante non è soltanto l’ampliamento delle prestazioni disponibili, ma il ruolo che la farmacia può assumere all’interno della rete assistenziale territoriale.

Grazie alla propria presenza capillare, la farmacia può diventare un punto fisico di accesso ai servizi sanitari digitali, mettendo in relazione il cittadino con medici, specialisti, strutture sanitarie e piattaforme territoriali.

È un percorso iniziato da tempo. Il Decreto Legislativo 153/2009 ha già ampliato il ruolo delle farmacie convenzionate nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, introducendo nuove funzioni assistenziali, attività di prevenzione e servizi rivolti agli assistiti.

Oggi questa evoluzione acquista una dimensione ulteriore: la farmacia non offre semplicemente servizi aggiuntivi, ma può diventare parte di un sistema sanitario sempre più connesso.

Telemedicina non significa soltanto ECG e Holter

Quando si parla di telemedicina in farmacia, il primo pensiero va spesso agli strumenti già più conosciuti: ECG, Holter pressorio o Holter cardiaco.

Il modello delineato dalle linee di indirizzo è però molto più ampio.

Secondo il Ministero della Salute, la telemedicina comprende diverse modalità di assistenza a distanza, tra cui televisita, telemonitoraggio, teleassistenza, teleconsulto e teleconsulenza sanitaria.

Nelle farmacie possono rientrare anche attività come ECG, Holter pressorio, Holter cardiaco, spirometria e monitoraggio di parametri quali pressione arteriosa, glicemia e saturazione.

Ma il cambiamento più importante riguarda il percorso del paziente.

Una persona potrebbe entrare in farmacia non per acquistare un prodotto, ma per effettuare una rilevazione, collegarsi con uno specialista, essere assistita nell’utilizzo di una piattaforma digitale o proseguire un percorso di monitoraggio.

E quando cambia ciò che il paziente fa all’interno della farmacia, cambia inevitabilmente anche lo spazio necessario per accoglierlo.

Il farmacista entra sempre di più nel percorso di cura

Le linee di indirizzo prevedono anche un possibile coinvolgimento del farmacista in attività di riconciliazione della terapia farmacologica, monitoraggio dell’aderenza terapeutica, farmacovigilanza, corretta dispensazione ed educazione sanitaria del paziente o del caregiver.

Questo non significa sostituire il medico.

La responsabilità clinica dell’atto sanitario rimane in capo al professionista che eroga la prestazione, mentre alla farmacia spetta la gestione del setting tecnico e organizzativo necessario per renderla possibile.

È una distinzione importante.

La farmacia non diventa uno studio medico, ma può diventare un’infrastruttura sanitaria di prossimità capace di mettere in relazione cittadino, farmacista e altri professionisti sanitari.

Lo spazio servizi non può più essere un locale residuale

È probabilmente qui che le indicazioni AGENAS hanno le conseguenze più evidenti dal punto di vista progettuale.

Le linee di indirizzo prevedono infatti la presenza di un’area dedicata e separata dagli altri ambienti, adeguata allo svolgimento delle prestazioni, alla gestione delle apparecchiature e alla tutela della riservatezza.

Questo significa che non è più sufficiente ricavare qualche metro quadrato libero nella farmacia e definirlo “spazio servizi”.

Una televisita richiede privacy.

Un’attività diagnostica richiede spazio sufficiente per apparecchiature e operatore.

Un paziente fragile o anziano può avere necessità specifiche.

Il personale deve poter assistere la persona senza interferire con il normale funzionamento della farmacia.

Lo spazio servizi deve quindi essere pensato sempre più come un vero ambiente sanitario.

Privacy visiva e acustica diventano parte del progetto

Quando all’interno della farmacia vengono gestiti dati sanitari, collegamenti con medici o specialisti e prestazioni diagnostiche, anche il concetto di privacy cambia.

Non basta chiudere una porta.

Servono privacy visiva e acustica, controllo degli accessi, corretta gestione dei percorsi e modalità riservate per informazioni e documentazione.

Le linee di indirizzo distinguono inoltre il consenso informato alla prestazione sanitaria, la scelta del cittadino di utilizzare la modalità di telemedicina e gli adempimenti relativi al trattamento dei dati personali.

Sono aspetti apparentemente organizzativi che hanno conseguenze molto concrete sulla progettazione.

La posizione di una porta, il rapporto con la zona di attesa, l’isolamento acustico o il percorso compiuto dal paziente possono incidere direttamente sulla qualità del servizio.

La tecnologia deve entrare nel progetto fin dall’inizio

La telemedicina richiede anche un’infrastruttura tecnologica adeguata.

Computer o tablet, webcam, microfoni, connessioni protette e apparecchiature diagnostiche rappresentano soltanto la parte più visibile.

Dietro c’è un sistema molto più ampio.

La Piattaforma Nazionale di Telemedicina è pensata per favorire l’integrazione tra infrastrutture nazionali e regionali, mentre le linee di indirizzo dedicate alle farmacie richiamano anche il dialogo con strumenti come Fascicolo Sanitario Elettronico, CUP e sistemi territoriali.

La farmacia del futuro, quindi, non avrà semplicemente bisogno di più tecnologia.

Avrà bisogno di una tecnologia correttamente integrata nello spazio.

Connessioni, prese, dispositivi, illuminazione, superfici di lavoro ed ergonomia dovrebbero essere previsti già nella fase progettuale, non aggiunti successivamente.

Cambia il rapporto tra superficie commerciale e superficie sanitaria

Per chi oggi deve progettare o ristrutturare una farmacia, questa è probabilmente una delle questioni più interessanti.

Tradizionalmente gran parte della progettazione si è concentrata sull’ottimizzazione della superficie commerciale: esposizione, percorsi, categorie, banco, merchandising e relazione con il cliente.

Tutto questo continuerà ad essere fondamentale.

La farmacia rimane anche un’impresa e deve essere economicamente sostenibile.

Parallelamente, però, cresce la necessità di dedicare spazio a consulenza, diagnostica, prevenzione e assistenza.

La farmacia descritta dal nuovo modello non opera isolatamente, ma all’interno di una rete che può comprendere medici di medicina generale, pediatri, specialisti, Aziende Sanitarie, Distretti, Case della Comunità e infrastrutture digitali.

La vera sfida progettuale sarà quindi trovare un nuovo equilibrio tra due dimensioni.

Da una parte, quella commerciale, che deve continuare a produrre valore e sostenere la redditività della farmacia.

Dall’altra, quella sanitaria, che richiede ambienti, privacy, tecnologia e percorsi sempre più strutturati.

Non significa scegliere tra le due.

Significa progettarle insieme.

Progettare oggi pensando ai servizi di domani

Una farmacia progettata oggi non dovrebbe rispondere soltanto alle esigenze attuali.

Dovrebbe essere capace di evolvere.

Questo non significa creare grandi ambienti inutilizzati in attesa di servizi che forse arriveranno.

Significa progettare flessibilità.

Prevedere impianti adeguati, studiare gli accessi, considerare la privacy, valutare le zone di attesa e predisporre gli ambienti perché possano accogliere nuove apparecchiature o nuove prestazioni senza dover ripensare completamente la farmacia.

Perché un buon progetto non risponde soltanto a ciò che la farmacia fa oggi.

Deve essere in grado di adattarsi a ciò che farà domani.

La farmacia come porta di accesso alla sanità territoriale

Il messaggio più interessante che emerge dalle linee di indirizzo AGENAS non è semplicemente che in farmacia si potrà fare più telemedicina.

È il ruolo che la farmacia può assumere all’interno del territorio.

Un luogo vicino alle persone, facilmente accessibile e capace di mettere in relazione cittadini, professionisti sanitari e tecnologia.

Per il farmacista significa ampliare progressivamente il proprio ruolo professionale e i servizi offerti alla comunità.

Per chi progetta farmacie significa iniziare a considerare esigenze che fino a pochi anni fa avevano un peso molto diverso: privacy, diagnostica, teleconsulto, tecnologia, accessibilità e gestione dei pazienti.

La farmacia dei prossimi anni non dovrà quindi essere semplicemente più bella o più tecnologica.

Dovrà essere progettata per svolgere funzioni nuove.

Ed è proprio da qui che dovrebbe partire oggi ogni nuovo progetto di farmacia.

News
Correlate

Webinar

17 Settembre 2026 - 4 min di lettura

La tua farmacia vale. Si vede?

Un servizio che il cliente non nota rischia di restare un servizio che non chiederà. Una competenza che non emerge difficilmente diventa un motivo per sceglierti. Una vetrina piena di…

Scopri di più

Arredo farmacia

10 Settembre 2026 - 9 min di lettura

Protetto: Farmacia del futuro: quale farmacia dobbiamo progettare oggi per il 2036?

Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.

…

Scopri di più